Baldassarre Lobue colleziona tutto ciò che è carta antica. Cartoline, fotografie, libri. All'interno di un libro del 1931, tra la copertina rigida e la fodera interna, scopre un nascondiglio, una tasca che contiene la nostra lettera. Antica, del 1609. Una lettera d'amore che G. Dedica a Betta. Struggente. Romantica. Scritta a Ciriè il 22 aprile 1609, in piemotese ostico, con una grafia non semplice alla comprensione. Baldassarre si rivolge ad un amico, Francesco Altieri, filologo ed appassionato di letteratura. Dopo una prima "traduzione" chiedono aiuto all'Università di Torino, al prof. Tullio Telmon, già Ordinario di Dialettologia, che prende a cuore la questione e fa certificare da peleografi che il documento è originale. Il prof. Telmon raffina la traduzione, soprattutto di alcuni termini, e partecipa alla presentazione della lettera alla cittadinaza di Ciriè, l'11 aprile del 2014. Successive ricerche non hanno risolto il mistero sul chi e perchè abbia dovuto secretare la Lettera.          Baldassarre Lobue si è risposto con il romanzo "Amorini di Ciriè".